Respirazione orale: cos’è e come trattarla

Abituare il bambino a un rapporto sereno con il dentista è fondamentale per correggere tempestivamente cattive abitudini come ad esempio la respirazione orale. Questa frequente condizione può causare alterazioni nello sviluppo dentale e osseo durante la crescita.

Genitori e dentista hanno dunque un ruolo di rilievo nel rilevare la respirazione orale nel bambino. In questo articolo analizzeremo i dettagli di questa patologia e prenderemo in esame i trattamenti ortodontici più utilizzati per correggerla.

Respirazione orale: cos’è

La respirazione orale si verifica quando l’atto respiratorio avviene attraverso la bocca, piuttosto che dal naso. Si tratta di un vizio molto diffuso tra i bambini, ma che non deve essere sottovalutato, dal momento che il cavo orale non ha le stesse capacità filtranti della mucosa nasale. All’interno del naso si trova l’epitelio cilindrico ciliato, che trattiene gli elementi nocivi presenti nell’aria. La respirazione orale nel bambino favorisce quindi la sua esposizione ad agenti patogeni. È inoltre in relazione con altre problematiche ortodontiche. Nella sua eziologia concorrono la conformazione delle vie aeree, quella delle strutture cranio-facciali e altre abitudini errate.

Per accertare l’eventuale respirazione orale del bambino è pertanto necessario fare caso ad alcuni aspetti:

  • Cambiamenti posturali, come ad esempio una rotazione della mandibola, l’abbassamento della lingua nel pavimento della bocca;
  • La presenza di alcuni tratti caratteristici nel volto, che vengono comunemente classificati come “Facies adenoidea”. Tra questi si ricordano occhiaie, raggruppamenti venosi sotto gli occhi, viso allungato, narici strette e il “Gummy smile”, ovvero un sorriso che lascia particolarmente esposta una porzione di gengive;
  • Alterazioni del cavo orale, tra cui la presenza di un palato stretto a forma di V, condizioni di morso incrociato o aperto che generano malposizioni dentali o scheletriche, tonsille ingrossate, malocclusioni dentali.

A seconda dei fattori scatenanti, ci si può trovare davanti a due tipologie di respirazione orale:

  • Obbligata: quando è causata da deviazioni del setto nasale, polipi nasali, ipertrofia adenoidea o altre malformazioni/ostruzioni che rendono fisicamente impossibile o difficoltoso il passaggio dell’aria dal naso;
  • Facoltativa: se la respirazione non è legata a impedimenti oggettivi, ma a condizioni transitorie, come ad esempio una rinite allergica.

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Respirazione orale conseguenze

Alla luce dell’eterogeneità delle cause che conducono alla respirazione orale nel bambino, anche le conseguenze sono molto varie. Innanzitutto va precisato che alterazioni del cavo orale, se già presenti, possono essere accentuate dal protrarsi di un’errata respirazione. Condizioni di malocclusione ad esempio, sono destinate a peggiorare ulteriormente se alla respirazione orale si accompagnano altre abitudini viziate, come ad esempio la suzione del pollice o un uso prolungato del ciuccio. Lo stesso discorso vale per gli aspetti fisionomici del volto che risultano alterati dalla respirazione orale.

Il mancato filtraggio dell’aria da parte della mucosa naso-faringea ha importanti conseguenze dal punto di vista immunitario. La maggiore presenza di corpuscolato e germi espone infatti tonsille, adenoidi, faringe e naso ad un più alto rischio di infezioni.

L’elevata quantità di aria che passa dalla bocca provoca anche secchezza delle fauci. Tra le condizioni correlate alla respirazione orale questa è una delle più rischiose, in quanto riduce la  produzione di saliva e, di conseguenza, peggiora la detersione di denti e gengive. Questo comporta un abbassamento dei meccanismi difensivi del cavo orale, che risulterà più incline allo sviluppo di altre patologie, quali ad esempio carie o gengiviti.

Infine, la respirazione orale ha conseguenze che si riflettono sul benessere generale del bambino, che soffrirà di una ridotta qualità del sonno e di frequenti episodi di stanchezza diurna. Secondo alcuni studi, la respirazione orale potrebbe inoltre essere tra le cause di ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

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Respirazione orale bambino: come trattarla

Il trattamento ortodontico è un approccio molto efficace per curare la respirazione orale. Attraverso l’ortodonzia intercettiva è possibile correggere condizioni di malocclusione o palato stretto. È molto importante che diagnosi e terapia siano precoci, dal momento che i risultati sono notevolmente migliori nei bambini sotto i 12 anni.

L’ortodontista si avvale di vari strumenti e terapie per trattare la respirazione orale, tra cui:

  • Apparecchi ortodontici: una prima fase prevede l’utilizzo di un apparecchio mobile, che viene rimosso giornalmente. Successivamente si procede con un apparecchio fisso, che ruota i denti riportandoli nella loro posizione funzionale;
  • Espansore del palato: utilizzabile anche in combinazione agli apparecchi, è uno strumento che favorisce la rapida correzione della struttura ossea di palato e mascella, in modo da ristabilire una regolare funzione delle vie aeree e dunque del processo di respirazione.

Va infine specificato, che la respirazione orale è una condizione che necessita spesso di un approccio interdisciplinare. Il trattamento ortodontico può ad esempio doversi accompagnare a delle sedute di logopedia o di ortopedia, a seconda dell’importanza dei sintomi, dell’età del bambino e di altre variabili. Nel caso di respirazione orale obbligata è inoltre necessario l’apporto dell’otorino-laringoiatra, per risolvere le cause dell’ostruzione naso-faringea e ripristinare la corretta respirazione.

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