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Ascesso dentale: tipologie, sintomi, cause e terapie

Uno dei fastidi più frequenti con cui i pazienti hanno a che fare è l’ascesso dentale. Questa alterazione del cavo orale può colpire soggetti di tutte le età: quotidianamente infatti ci sono casi che riguardano tanto i bambini, quanto gli anziani. La malattia è dovuta all’infiammazione generata da batteri che proliferano nei tessuti intorno alla radice. Il tutto diventa palesemente visibile all’esterno sia attraverso un rigonfiamento della guancia in corrispondenza dell’ascesso, sia vicino al dente dove si vede una fistola di colore bianco.

All’interno di quest’ultima si accumula il pus, ovvero una sostanza liquida di colore giallastro, e bisogna recarsi immediatamente dal dentista.

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Tipologie di ascesso dentale

Esistono diverse tipologie di ascesso dentale in base a quali tessuti vengono interessati dall’infezione, tuttavia quello che le accomuna è la presenza di un dolore molto intenso. Pertanto e per evitare ulteriori complicazioni la situazione va affrontata in maniera tempestiva.

  • Ascesso parodontale: riguarda l’infezione di gengive, legamenti, osso alveolare e cemento radicolare. Colpisce maggiormente chi ha già sofferto di malattie parodontali: le tasche sono più soggette alla sedimentazione e proliferazione di batteri.
  • Ascesso periapicale: attacca la polpa dentale. Solitamente si verifica in un quadro di carie profonda: quando la parte interiore del dente è già stata esposta.
  • Ascesso gengivale: l’infezione colpisce direttamente la gengiva e ciò fortunatamente comporta meno complicazioni rispetto agli altri casi.

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Ascesso dentale: i sintomi

Quando effettivamente ci si accorge di essere soggetti ad un ascesso dentale? Sono diversi gli indici che segnalano la presenza di questa malattia a partire dalla più fastidiosa, ovvero il mal di denti in una forma acuta e persistente. La percezione del disagio è talmente invasiva da scoraggiare persino l’atto della masticazione. La sensazione dell’algia aumenta anche in presenza di alimenti in un range termico freddo o caldo.

Esistono anche altri sintomi che indicano la presenza dell’ascesso dentale:

  • Gengive: presentano rigonfiamenti, rossori e sanguinano
  • Viso gonfio: i contorni del volto si alterano come se ci fosse una sporgenza vicino una guancia, o all’altezza della mandibola
  • Alitosi
  • Febbre
  • Spossatezza: il dolore continuo e l’infezione generano un senso di malessere

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Ascesso dentale: le cause

Individuare la tipologia di ascesso dentale da trattare è fondamentale. Tuttavia lo è altresì la ricerca delle cause per fare in modo che la terapia sia efficace nel tempo. Dietro una simile patologia esistono molteplici cause che, in alcuni casi, sono concomitanti:

  • Carie non curate.
  • Denti con lesioni.
  • Igiene orale trascurata.
  • Interventi dentali approssimativi.
  • Tendenza a soffrire di malattie gengivali.
  • Diabete.
  • AIDS.
  • Reflusso gastrico.
  • Fumo.
  • Consumo di alcolici.
  • Malattie croniche che hanno bisogno di farmaci corticosteroidi, antidepressivi e antistaminici.

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Ascesso dentale: terapia, prognosi e prevenzione

Dato che l’ascesso dentale è un’infezione batterica il modo migliore per iniziare la terapia è quello di assumere dei farmaci antibiotici. Questo approccio è utile a trattare la malattia in prima istanza tuttavia, nel caso dell’ascesso gengivale, occorre anche drenare completamente l’ascesso per evitare che si riformi. Il dentista procede quindi con l’incisione per estrarre tutto il pus.

Di fronte ad un ascesso periapicale si procede devitalizzando il dente, rimuovendo nel contempo la polpa infetta. Il passo successivo è l’otturazione e l’eventuale ricostruzione dentale. Quindi i trattamenti sono pertinenti all’endodonzia.

La terapia prevista per l’ascesso parodontale è la rimozione del tartaro che avviene durante le sedute di igiene orale professionale, unita a un ciclo di antibiotico. La pulizia completa della tasca in cui si è annidato l’ascesso è fondamentale per evitare il ripresentarsi della patologia.

La prognosi, in un quadro clinico dove la malattia si è appena manifestata, si risolve in pochi giorni. Non bisogna trascurare l’ascesso dentale perchè può originare fistole, cisti, granulomi, perdita del dente, setticemia e osteomielite.

La prevenzione migliore è l’igiene orale professionale a cui sottoporsi ogni sei mesi.

Se hai bisogno di un controllo per questa patologia non esitare a contattare il Dottor Gola dentista a Casteggio.

Leggi anche l’articolo: Odontoiatria pediatrica: denti da latte e sigillatura dei solchi.

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Odontoiatria pediatrica: denti da latte e sigillatura dei solchi

L’odontoiatria pediatrica, cioè la cura dei denti di bambini e ragazzi, consente di prevenire patologie dentali serie in età adulta. Tra i rischi più frequenti e allo stesso tempo più sottovalutati per la salute dei denti dei bambini c’è la carie dei denti da latte: ecco quali possono essere le sue conseguenze, come si previene e quali sono le pratiche odontoiatriche per la sua cura.

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Differenze tra denti da latte e denti definitivi

La comparsa dei denti da latte comincia nei primi mesi di vita del bambino (i primi denti nascono intorno al terzo mese di vita) e continua fino ai tre anni. I denti da latte sono venti, dieci per arcata dentale, così suddivisi: incisivi centrali e laterali, canini, primi molari e secondi molari.

A livello statistico le bambine cominciano la dentizione prima dei maschi ma, dopo la prima eruzione, entrambi vedono comparire quattro nuovi dentini ogni sei mesi.

Lo smalto di cui i denti da latte sono rivestiti è meno resistente rispetto a quello che protegge i denti permanenti, inoltre è più chiaro e contiene una camera pulpare più ampia. Per questo motivo la carie, nei denti da latte, raggiunge quasi immediatamente la polpa del dente causando molto dolore.

I denti permanenti all’età di sei anni sono già formati nelle gengiva del bambino e attendono il momento giusto per sostituire i denti decidui. La dentizione definitiva impiega ben sei anni a fomarsi completamente, in seguito il bambino sarà alle prese con la nascita e la crescita di nuovi denti fino all’età di 12 anni circa.

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Prevenzione della carie e cura dei denti da latte nell’odontoiatria pediatrica

Prevenire l’insorgenza di carie nei denti da latte è fondamentale per la salute dei denti permanenti. Se un dentino da latte dovesse cadere prima del tempo gli altri denti si “allargherebbero” fino a occupare almeno parzialmente il posto del dentino caduto. Questa scorretta disposizione dei denti comporterà disordine nella crescita dei denti permanenti e potrebbe addirittura essere necessario “far spazio” al nuovo dente imponendo al bambino l’utilizzo di un apparecchio.

Il modo migliore per prevenire la carie dei denti da latte è procedere a una corretta igiene orale almeno 3 volte al giorno e sottoporre i bambini a regolari controlli di odontoiatria pediatrica dai due o tre anni in poi.

La dieta ha un’importanza fondamentale nel limitare i rischi di insorgenza della carie: dovrà contenere quantità limitate di zuccheri e di carboidrati, che “nutrono” i batteri che danno origine alla placca e alla carie.

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Sigillatura dei solchi: una tecnica di odontoiatria pediatrica

La sigillatura dei solchi dentali è un intervento preventivo che consente di sigillare i solchi tra dente e dente, ostacolando in maniera decisiva l’accumulo di cibo e pertanto il potenziale diffondersi di infezioni batteriche e di carie.

Si tratta di una procedura non invasiva, non dolorosa e che pertanto non necessita di anestesia, praticata con materiali a bassissimo livello di tossicità.

Oltre a sigillare i solchi tra dente e dente la procedura consente di rendere più liscia la parete dei denti da latte, rendendo più difficile l’attecchimento della placca e più facile la sua rimozione attraverso il semplice uso dello spazzolino. L’età ideale per eseguire la sigillatura dei denti è tra i 5 e i 7 anni.

Se hai bisogno di una visita di odontoiatria pediatrica rivolgiti pure allo Studio Dentistico Dottor Gola dentista a Casteggio.

Leggi anche l’articolo: Russamento: sintomi e apnee notturne.

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Russamento: sintomi e apnee notturne

Russamento o non russamento, questo è il dilemma. Citando William Shakespeare dovremmo forse dire: russare o non russare, questo è un problema? La risposta più diretta e semplice è: si. Tuttavia non è unicamente per il motivo che si può pensare in modo banale, ovvero il disturbare chi dorme vicino a noi tenendolo sveglio.

L’atto del russare può essere il preludio di sindromi ben più gravi che minano lo stato di salute di chi ne soffre. Quindi magari possiamo farci una bella risata quando il nostro partner sembra una locomotiva, la realtà però è che se questo scenario si verifica puntualmente non va sottovalutato.

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Russamento: cos’è e quali sono le conseguenze

Il russamento si verifica a causa di una chiusura parziale delle vie aeree superiori. Quando l’aria che inspiriamo ed espiriamo trova ostruzioni ad altezza di naso e gola fa vibrare i tessuti molli presenti nella faringe. Quindi il problema è di carattere meccanico in quanto c’è un collasso dei condotti respiratori durante il riposo notturno.

Russare provoca un sonno disturbato anche al soggetto che emette quei suoni tipici non tanto per via del rumore, ma perchè può incorrere in apnee e quindi soffrire di micro-risvegli. Il tutto si traduce di conseguenza nell’ESD ossia nella Eccessiva Sonnolenza Diurna che può configurare scenari drammatici: i colpi di sonno sono proprio dovuti a questo tipo di sindrome.

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Apnee notturne: OSAS

La roncopatia, termine medico per definire il russamento, può essere il campanello d’allarme preventivo per l’OSAS. Quest’ultima è l’Obstructive Sleep Apnea Syndrome la cui traduzione è Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno. Durante l’apnea il soggetto non respira ed è preda di un risveglio alquanto traumatico. Inoltre, se cronicizzata, l’OSAS può dar luogo a complicazioni cardiovascolari e neurologiche.

L’incidenza della sindrome è molto più frequente di ciò che si possa pensare: interessa ben il 4% delle persone adulte che spesso non sono a conoscenza di esserne soggetti. Per comprendere se effettivamente si è vittime dell’OSAS basta una piccola auto-analisi, cercando di capire se in alcune situazioni diurne sentiamo una forte sonnolenza. Gli eventi a cui prestare attenzione sono quando:

  • Siamo seduti sul divano a leggere un libro o mentre si guarda la televisione
  • Siamo seduti ad un evento o una proiezione senza partecipare attivamente
  • Siamo seduti in auto fermo nel traffico
  • Siamo seduti comodamente dopo aver mangiato

Altri indici della presenza della patologia possono essere la difficoltà a concentrarsi, il risveglio con cefalea e l’impotenza.

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Odontoiatria per trattare russamento e apnee notturne

L’odontoiatria può fare moltissimo per trattare russamento e apnee notturne scongiurando così di doversi sottoporre alla chirurgia. Grazie a speciali apparecchi conformati in base al cavo orale del paziente, si può risolvere definitivamente il problema.

Durante l’atto del russare succede, come abbiamo detto prima, che si riduca lo spazio tra lingua e faringe: questi protrusori fanno in modo che ciò non accada opponendosi meccanicamente al collasso delle vie aeree.

La percentuale di superamento della patologia è incredibilmente alta con pazienti in cui il fastidio è ricondotto ad una situazione di normalità nel 95% dei casi. Gli apparecchi non sono per nulla invasivi, sono mobili e lasciano una certa libertà di movimento alla mandibola.

Per trattare l’OSAS bisogna rivolgersi ad un professionista nel settore come lo Studio dentistico Dottor Gola – dentista a Casteggio.

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Carie dentale: categorie e stadi

Quando si parla di carie dentale si pensa al singolare come se esistesse un solo tipo di manifestazione della patologia. Tuttavia le cose non stanno così. Esistono infatti una serie di caratteristiche che permettono di operare una distinzione notevole su come si palesa questa alterazione del cavo orale. I cosiddetti processi cariogeni presentano peculiarità diverse quali:

  • Profilo della lesione
  • Tratti dell’infezione
  • Livello della carie dentale

Analizzando tutti i parametri il dentista può agire in modo mirato scegliendo il piano terapeutico personalizzato migliore per affrontare la situazione. Andiamo quindi ad analizzare al microscopio ciò che si nasconde sotto il generico nome di carie dentale.

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Carie dentale: una diagnosi in 4 gradi

La carie dentale viene localizzata, diagnosticata e classificata principalmene in base alla profondità: a seconda di quanto è riuscita a scavare il dente si distinguono 4 gradi di avanzamento.

  • Carie dentale grado 1: si tratta della situazione meno grave perchè solo lo smalto è stato intaccato. In questo scenario il dentista ripristina la superficie del dente attraverso l’otturazione.
  • Carie dentale grado 2: il processo degenerativo è andato oltre lo smalto ed è arrivato alla dentina. Fortunatamente anche in questo caso tutto può essere sistemato con tecniche di odontoiatria conservativa.
  • Carie dentale grado 3: siamo in presenza di pulpite, ovvero quando l’infezione giunge alla polpa dentale. Il dentista deve optare per la devitalizzazione del dente.
  • Carie dentale grado 4: la polpa del dente è in stato di necrosi e l’infezione si è estesa ai tessuti molli della radice. Data la penetrazione alla massima profondità l’odontoiatra procede con tecniche di chirurgia.

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Carie dentale: i 6 stadi del processo degenerativo

Un’altra categorizzazione della carie dentale parte da precise peculiarità in base allo stadio in cui si trova il processo degenerativo che interessa i tessuti.

  • Primo stadio: lungo lo smalto dei denti appaiono delle macchie bianche di natura calcarea. Il fenomeno è dovuto ad una carenza di calcio e a depositi di placca. I batteri assorbono gli zuccheri provenienti dai resti di cibo e avviano la demineralizzazione della superficie dentale. Le contromisure per contrastare questo stadio iniziale sono facilmente applicabili: igiene orale professionale, igiene orale quotidiana corretta e puntuale, protezione dei denti con applicazioni di fluoro.
  • Secondo stadio: il dente appare lesionato a causa dell’intromissione della carie sotto lo smalto. L’infezione ostacola la rimineralizzazione naturale della superficie esterna.
  • Terzo stadio: la carie dentale si manifesta in superficie in modo vistoso perchè i batteri stanno proseguendo nell’azione erosiva dello smalto. Il paziente comincia a percepire fitte provenienti dal dente o dai denti coinvolti.
  • Quarto stadio: il pus generato dall’evoluzione della malattia distrugge vasi sanguigni e terminazioni nervose presenti all’interno del dente. Il paziente avverte un dolore continuo.
  • Quinto stadio: le gengive e la lingua tendono a gonfiarsi perchè l’infezione scavando ancora ha raggiunto le ossa a livello mandibolare.
  • Sesto stadio: il dente è irrimediabilmente compromesso ed occorre l’estrazione come soluzione definitiva.

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Carie dentale: tipologie

La carie dentale può presentare tratti differenti in base ai tempi in cui effettua il suo iter, oppure in base ai parametri propri del paziente come l’età o il tipo di professione che esercita. Un’ulteriore distinzione evidenzia le tipologie della patologia:

  • Carie acuta e carie cronica: la prima presenta una rapida evoluzione nell’arco di sei mesi, al contrario la seconda impiega circa due anni.
  • Carie secca: si manifesta quando il processo degenerativo si interrompe senza creare danni significativi. Ad ogni modo va tenuta sotto controllo in maniera costante perchè potrebbe riattivarsi.
  • Carie recidivante: l’infezione prosegue a seguito di un’otturazione eseguita in modo approssimativo.
  • Carie senile: ha origine nei colletti che vengono scoperti a causa di una recessione delle gengive. Partendo già dalla base del dente i batteri hanno vita facile, raggiungendo in breve tempo direttamente la polpa.
  • Carie da lavoratori dello zucchero: chi esercita una professione in cui si lavora con i dolci, come ad esempio i pasticceri, sviluppa più facilmente processi cariosi perchè le polveri di zucchero e le farine stazionano sui colletti.

Ad ogni modo ai primi sintomi di carie puoi rivolgerti allo Studio Dentistico Dottor Gola dentista a Casteggio per una prima visita gratuita.

Leggi anche l’articolo: Sensibilità dentale: cause e rimedi.

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Sensibilità dentale: cause e rimedi

La sensibilità dentale è un fastidio diffuso quanto, se non più della carie: si stima che circa la metà della popolazione mondiale ne sia affetta. Il disturbo consiste nell’avvertire una sensazione molto dolorosa quando introduciamo nel cavo orale bevande o cibi freddi, caldi, dolci oppure acidi. L’impatto quindi sulla vita quotidiana è molto sconfortante per il paziente che non può più godere del piacere di mangiare e bere ciò che vuole. Fortunatamente il disturbo può essere curato in maniera abbastanza rapida con una serie di accorgimenti che ognuno può e deve applicare: in tal modo si avranno dei miglioramenti notevoli nel giro di poco tempo. Andiamo quindi a vedere le cause e i rimedi relativi alla sensibilità dentale. Sensibilita-dentale-cause-e-rimedi-studio-dentistico-dottor-gola-dentista-pavia-2

Sensibilità dentale: cause

La sensibilità dentale ha diverse cause da cui viene provocata. Principalmente si manifesta quando la dentina viene esposta: ciò è dovuto al fatto che lo smalto diventa sempre più sottile, fino a non rivestire adeguatamente la dentina. La dentina è composta da canali attraversati da terminazioni nervose e a sua volta ingloba la polpa e il nervo del dente. La conseguenza naturale è che i recettori siano particolarmente sensibili agli stimoli di temperatura e reagiscono inviando segnali dolorosi. La dentina perde la protezione dello smalto il cui assottigliamento è provocato da diversi fattori:
  • Età: come tutte le parti del nostro corpo anche lo smalto tende a consumarsi nel tempo.
  • Igiene errata: lo spazzolino usato in modo eccessivamente energico può danneggiare la superficie dei denti.
  • Alimenti acidi: mangiare spesso cibi acidi accellera il deterioramento dello smalto.
  • Bruxismo: lo sfregamento dato dal digrignare i denti è deleterio per lo smalto.
Un altro scenario che il dentista può trovarsi davanti è quello che interessa l’esposizione del cemento a livello delle radici. Il cemento ricopre la dentina all’interno della gengiva ma, in presenza di parodontite dovuta a carie dentale, l’infiammazione causa il recesso dei tessuti molli. In tal modo il colletto cessa di essere cautelato e le radici vengono a contatto diretto con gli stimoli di caldo o di freddo e si irritano. Sensibilita-dentale-cause-e-rimedi-studio-dentistico-dottor-gola-dentista-pavia-3

Sensibilità dentale: colluttorio, dentifricio e gravidanza

La sensibilità dentale ha un altro nemico che non ci aspetteremmo mai, ovvero il colluttorio. Esistono dei prodotti eccessivamente aggressivi che purtroppo oltre a portare via la placca rimuovono anche lo smalto erodendolo. Per scegliere il colluttorio adatto è meglio rivolgersi sempre ad un professionista come lo Studio Dentistico Dottor Gola dentista a Pavia. Sono molti infatti i prodotti in commercio che possono avere effetti collaterali anche spiacevoli nell’immediato oltre a far sviluppare la sensibilità dentale: quelli a base di clorexidina macchiano i denti. Un discorso più o meno equivalente può essere applicato ai dentifrici. Sempre più spesso tendiamo a comprare i cosiddetti dentifrici sbiancanti che creano parecchi danni. Tali prodotti sono arricchiti di microcristalli e simili che causano microlesioni sulla superficie dello smalto. Quindi non solo espongono la dentina se usati continuamente, ma creano dei luoghi adatti alla proliferazione dei batteri. La gravidanza è una fase in cui la sensibilità dentale può manifestarsi in maniera maggiormente accentuata e questo si deve alle variazioni ormonali soprattutto degli estrogeni: le oscillazioni alterano il Ph della saliva rendendola acida. Inoltre, come se ciò non bastasse, la nausea e il vomito ledono lo smalto. Sensibilita-dentale-cause-e-rimedi-studio-dentistico-dottor-gola-dentista-pavia-4

Sensibilità dentale: rimedi

Il trattamento della sensibilità dentale non richiede interventi particolari, salvo nelle casistiche più gravi. I rimedi consigliati che il paziente può applicare in totale autonomia sono principalmente tre:
  • Dentifricio specifico: esistono dei dentifrici che aiutano a riparare lo smalto ripristinando lo strato protettivo della dentina.
  • Spazzolino morbido: uno spazzolino troppo duro crea traumi e le gengive tendono a ritrarsi.
  • Alimentazione equilibrata: evitare l’eccessivo consumo di cibi acidi come pomodori e agrumi, nonchè di bevande come il tè e il caffè.
Se ciò non dovesse bastare il dentista, durante una seduta di igiene orale professionale, applica un gel ricco di fluoro che crea uno scudo sui denti. Oppure in presenza di bruxismo crea un bite su misura mentre nel caso di una cronicizzazione del dolore bisogna devitalizzare il dente.
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Sensibilità dentale: una storia da brividi

Sofia è una barista che ha il sole dentro e si vede subito dal sorriso che siamo riusciti a restituirle. Nonostante siamo in piena estate, possiamo dire che abbiamo conosciuto questa giovane donna in una situazione da brividi.

La mamma di Sofia era già nostra cliente affezionata, in quanto l’abbiamo seguita durante tutte le fasi terapeutiche di un impianto dentale: possiamo dire che è stata una conseguenza naturale vedere la figlia bussare alla nostra porta.

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Sofia: una giovane imprenditrice

Dottor Gola dentista a Pavia: Ciao Sofia è bello rivederti sorridere senza pensieri. In effetti è un aspetto fondamentale nella comunicazione con i tuoi clienti. Parlaci un pò di cosa ti occupi.

Sofia: Finalmente mi sono tolta di dosso quella spiacevole sensazione, ma prima mi presento. Sono Sofia, ho 28 anni e sono la titolare di un bar. Quindi si, il mio biglietto da visita principale è rappresentato dalla comunicazione che esprimo attraverso la mia bocca: una gestualità fondamentale per stabilire un primo contatto con i clienti.

Dentista Gola: Una curiosità prima di proseguire: è vero che il barman deve anche fungere da punto informazioni turistiche e masticarne, giusto per restare in tema di denti, di meteorologia e di psicologia?

Sofia: Ahahahahah eh purtroppo e per fortuna si. Altrimenti sai che noia comporterebbe il solo preparare caffè e cocktail? Ogni giorno mi trovo a dover indicare dove si trova un monumento, oppure le poste o il panificio più vicino. I migliori sono quelli che vedono il cielo nuvoloso e chiedono a me se da lì a poco verrà a piovere: più che Giuliacci mi sento una sciamana che deve fare previsioni sui capricci del tempo. Alcuni pensano che i loro problemi siano insormontabili e che un bicchierino possa aggiustare tutto, in quei casi scambio due chiacchiere e faccio finta di bere insieme a loro: subito dopo li vedi più sollevati e sorridenti non grazie all’alcool, ma per quel piccolo gesto di solidarietà che gli concedo.

Dentista Gola: Tuttavia in uno di quei momenti hai provato i brividi se possiamo dirla così.

Sofia: Si, stavo brindando con una cliente che mi aveva chiesto un Moscow Mule. Io bevo solo limonata quando sono in servizio e la camuffo da Mojito, per non fare risentire coloro che accettano un brindisi con me, grazie alle foglie di menta e al ghiaccio. Ho sentito subito un dolore fortissimo con una sensazione di freddo che mi arrivava fino al cervello.

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Sofia scopre la sensibilità dentale

Dottor Gola dentista a Pavia: Quindi, perdona la battuta, oltre ad essere una persona sensibile, hai scoperto che anche i tuoi denti avevano questa caratteristica.

Sofia: Ahahahah, adesso ne rido ma in quei momenti vedevo letteralmente le stelle.

Dentista Gola: Però la mamma è sempre la mamma, vero?

Sofia: Si è sempre una salvezza su cui poter contare. Mi ha voluto accompagnare personalmente qui presso il vostro studio e affidarmi a mani sicure ed esperte.

Dentista Gola: Quando sei arrivata abbiamo subito effettuato una prima visita gratuita per capire la situazione in cui versava il tuo cavo orale e scegliere di conseguenza il miglior piano terapeutico da seguire.

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Diagnosi: sensibilità dentale causata da recessione gengivale

Dottor Gola dentista a Pavia: La diagnosi che abbiamo effettuato è stata di forte sensibilità dentale dovuta a recessione gengivale.

Sofia: Esatto.

Dentista Gola: Siamo intervenuti con un chirurgia mini-invasiva consistente nell’auto-trapianto di tessuto connettivo molle. In questo modo abbiamo ripristinato la protezione della radice dei denti esposti. Al contempo siamo andati a correggere i comportamenti errati di Sofia che combinava pasticci, trattando male i suoi denti. Vero Sofia?

Sofia: Tutto vero perchè utilizzavo degli spazzolini dalle setole dure che causavano continui traumi alle gengive. Fortunatamente nel giro di poco tempo la situazione è tornata alla normalità.

Dentista Gola: Allora è il caso di dire: prosit!

Sofia: Prosit a tutti voi!

Leggi anche l’articolo: La carie dentale: nuove scoperte e un aiuto dalla natura.

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La carie dentale: nuove scoperte e un aiuto dalla natura

La carie dentale è da sempre un problema e si conferma tale ancora oggi. Sottovalutiamo troppo spesso questo nemico del cavo orale non pulendo bene i denti dopo ogni pasto, tanto che in base ai dati dell’OMS risulta ancora il più diffuso i disturbi dentali.

Secondo il Global Burden of Disease Study che ha esaminato gli anni tra il 1990 e il 2010, la carie viene riscontrata in ben il 35.3% dei pazienti. Data la sua “popolarità” è sotto la lente d’ingrandimento perchè ha un grande impatto in una prospettiva socio-economica: si cerca sempre più di migliorare i protocolli relativi alle terapie per ottimizzare tempi e costi di intervento.

Chiaramente tutto questo va a beneficio dei pazienti che hanno così accesso a terapie sempre più efficaci e tempestive.

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Carie dentale: un aiuto dalle cellule staminali

Una notizia appena battuta dalle agenzie di stampa fa ben sperare per il futuro dei piani terapeutici in ambito dentale: è stato scoperto il gene Dlk1. Grazie ad una ricerca scientifica condotta sui topi si è arrivati all’individuazione del gene fautore della produzione di dentina, attraverso la stimolazione di cellule staminali. La dentina è il tessuto che compone il dente al di sotto della superficie dello smalto. I test sui roditori hanno potuto isolare il meccanismo che agisce a livello molecolare risultante nella continua rigenerazione dei loro incisivi.

Lo studio è frutto di una cooperazione internazionale e le redini del progetto sono state affidate all’università di Plymouth. I risultati ottenuti rappresentano una pietra miliare non solo nell’ambito strettamente dentistico, ma anche nel comprendere le condizioni favorevoli in cui avviene la ricostruzione dei tessuti attraverso le cellule staminali.

L’applicazione clinica non è distante e, in uno scenario da futuro prossimo, potrà vedere applicazioni per la ricostruzione di denti definitivi persi a causa di traumi o di malattie dovute alla carie come la parodontite.

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Carie dentale: le virtù dei mirtilli

Cosa possiamo fare nell’immediato per proteggerci meglio dalla carie? La risposta che desta anche una certa curiosità è: mangiare mirtilli. Lo staff di ricercatori canadese della McGill University di Montréal ha condotto un esperimento sui moscerini della frutta. Agli insetti è stato somministrato il succo di questi particolari frutti di bosco. Ebbene i ricercatori hanno notato che il ciclo vitale degli insetti aveva durata maggiore.

Questo avviene perchè i mirtilli contengono polifenoli che agiscono contro le infezioni di carattere batterico. I colori di questi frutti ci permettono di distinguere tra due benefici:

  • Mirtilli neri: diminuiscono di un valore pari al 45% la formazione della carie.
  • Mirtilli rossi: contrastano gli enzimi che i batteri impiegano per creare i glucani, ovvero le molecole responsabili della placca.

In base a quanto dichiarato da Nigel Carter, direttore dell’Oral Health Foundation, i polifenoli stazionano per ore nella nostra saliva garantendo la protezione dello smalto dagli agenti patogeni. Inoltre non esclude una futura inclusione dei mirtilli nella composizione di dentifrici e colluttori.

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Carie dentale: come affrontarla nella routine quotidiana

Nella routine quotidiana possiamo mettere in atto dei comportamenti virtuosi per evitare la formazione della carie e scongiurare così tutte le eventuali complicazioni che poi portano ad interventi più o meno complessi: devitalizzazione, otturazione, estrazione del dente nei casi più gravi.

L’igiene orale deve essere regolare e bisogna dedicare tempo ed energie alla cura dei nostri denti. Bisogna anche ricordare che il solo spazzolino non è sufficiente soprattutto se i denti non sono disposti in maniera perfetta.

Il calendario ci deve ricordare che due volte all’anno dobbiamo sottoporci a sedute di igiene orale professionale: venite pure a trovarci presso lo studio Dottor Gola dentista a Pavia.

Leggi anche l’articolo: Implantologia dentale: vantaggi e controindicazioni.

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Niente denti storti su Youtube

Regina è arrivata da noi con una richiesta ben precisa: “Voglio raddrizzare questi denti storti perché mi vergogno a sorridere mostrando i denti”. E ovviamente l’abbiamo accontentata!
Regina è una nostra paziente da circa 3 anni, lavora con la sua immagine e nell’intervista ci racconta come ha migliorato la propria salute dentale e soprattutto l’aspetto del suo sorriso grazie alle cure presso il nostro studio dentistico.

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Da YouTube a un dentista a Pavia

Dottor Gola Dentista a Pavia: Ciao Regina, che ne dici di presentarti?

Regina: Buondì Doc e ciao a tutti! Sono Regina, ho 22 anni, sono originaria della provincia di Pavia e vivo fra l’Italia e la Francia. Sono una YouTuber (detto con la tipica pronuncia francese) e sul mio canale parlo di wedding planning. Ho iniziato nel 2014 facendo video in cui raccontavo per gioco i matrimoni ai quali venivo invitata, perché per una serie di coincidenze nel 2014 si sono sposati una decina di cugini e amici di famiglia. Il mio canale ha iniziato a generare visualizzazioni e dopo qualche anno è diventato il mio lavoro.

Dr. Gola: Sei una youtuber! Cosa ti ha portato nel nostro studio dentistico?

Regina: Finché per lavoro ti fai decine di selfie, con Photoshop è facile nascondere magagne come pelle grassa o denti storti o gialli. Le mie colleghe che vivono su Instagram fanno così (e alcune fanno davvero impazzire i fotografi). Ma quando come me lavori con i video “barare” diventa impossibile. I miei genitori sono originari di Casteggio e sono vostri pazienti da tantissimi anni. Quando ho iniziato a cercare un dentista, mi hanno consigliato di farmi curare dal loro dentista a Pavia piuttosto che lì in Francia dove vivo, e sono felice di avergli dato retta!

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Invisalign: i denti storti si raddrizzano “per magia”

Dottor Gola Dentista a Pavia: Dopo l’ortopanoramica in effetti abbiamo notato che i denti erano “storti” per colpa di affollamento dentale all’arcata superiore e inferiore. Questo significa che i denti sono storti perché sono cresciuti troppo vicini, per colpa del poco spazio presente all’interno della bocca. Per curare la situazione dentale abbiamo proposto Invisalign a Regina.

Regina: Esatto: siccome ogni giorno sono in video, non volevo uno di quegli apparecchi fissi che ti fanno sembrare Ugly Betty. Invece Invisalign è effettivamente invisibile e in pochi mesi ho risolto il problema dei denti storti. Tornavo dal mio dentista a Pavia ogni 2 settimane per cambiare aligner e verificare che tutto stesse andando bene, e mascherina dopo mascherina si è compiuta la magia.

Dr. Gola: In effetti Invisalign spopola fra nuove e vecchie generazioni non solo perché è comodo da indossare, ma soprattutto perché ti consente di rimuoverlo per mangiare e per lavare i denti, inoltre dato che è invisibile non ha nessun impatto estetico e non inficia nemmeno l’articolazione della bocca per prounciare tutto correttamente. Anche a livello di terapia, effettivamente agisce in fretta.

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Ugly Betty, ovvero come NON voleva diventare Regina

Lo sbiancamento dentale dopo Invisalign

Regina: Mi ricordo quando ho finito di raddrizzare i denti storti e usavo giusto la mascherina di mantenimento. Era appena finito l’inverno, già stavo pensando alla prossima stagione di matrimoni dato che la primavera era alle porte e mi trovavo nello studio del dentista a Pavia a chiacchierare con la Dott.ssa Stafforini quando mi è venuta l’idea: Dottoressa, ma posso anche sbiancare i denti oltre che raddrizzarli? Da lì abbiamo iniziato un nuovo percorso.

Dr. Gola: Si me lo ricordo che parlavate del matrimonio di Pippa Middleton, e io non sapevo neanche chi fosse… Comunque, dopo la fine della terapia con aligner Invisalign abbiamo effettuato durante la fase di mantenimento con retainer Invisalign, ovvero una mascherina che serve a mantenere la forma data alla bocca, consolidando la posizione di ogni dente. Durante quella fase Regina ha espresso il desiderio di sbiancare i denti con estetica dentale senza ricorrere alle faccette dentali vip. Lo sbiancare i denti è un trattamento di routine che eseguiamo spesso ormai e devo dire che, se associato a una buona igiene, offre ottimi risultati senza ricorrere al posizionamento delle faccette.

Regina: Si sono molto felice del risultato ottenuto, sia perché lì per lì anche solo alla prima applicazione si nota il risultato, sia perché sul medio-lungo periodo lo sbiancamento mi ha fatto ottenere un sorriso davvero perfetto. Oggi infatti quando torno a trovare i parenti passo prima ad effettuare la pulizia dei denti qui a Pavia e lo sbiancamento.

Nelle foto qui sotto si può osservare l’efficacia dello sbiancamento dentale sui denti di un’altra paziente (per privacy non mostriamo i denti di Regina)

 

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Grazie Regina per la tua testimonianza e a presto con una nuova intervista.

Se vuoi approfondire l’argomento faccette dentali puoi anche leggere l’approfondimento su faccette dentali provvisorie e faccette dentali definitive.

Se vuoi puoi anche leggere maggiori informazioni sul Dottor Gola Dentista a Pavia e sullo staff del nostro studio dentistico, e se sei interessato ricorda che la prima visita dal dentista è gratuita!

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Implantologia dentale: vantaggi e controindicazioni

L’implantologia dentale ci viene incontro quando la salute dei denti è compromessa. Se non ci prendiamo cura dei nostri denti, le situazione degenera portandoci ad attraversare tante difficoltà nella vita di ogni giorno: non siamo più sicuri del nostro sorriso e magari tendiamo a nasconderlo portando una mano alla bocca, oppure masticare qualunque tipo di alimento solido diventa una sfida faticosa.

Se abbiamo perso dei denti definitivi la soluzione migliore è rappresentata dalle moderne tecniche dell’implantologia dentale. Infatti, grazie a nuove soluzioni in ambito di anestesia e di materiali protesici, sono molti gli aspetti positivi per prediligere l’implantologia dentale.

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L’implantologia dentale non mina la salute dei denti già presenti

La protesi che il dentista installa nel cavo orale del paziente è un elemento autoportante. Nel gergo dell’implantologia dentale vuol dire che l’impianto non fa leva sugli altri denti definitivi presenti nella bocca, questo perchè viene installato nelle ossa mascellari tramite viti in titanio.

La situazione inversa si ha nel caso dei ponti che per essere sostenuti  necessitano del supporto dei denti adiacenti: infatti per dare la forma adatta a sostenere il ponte occorre limare e a volte devitalizzare questi elementi. Nel caso si tratti di denti sani viene creato un danno biologico irreversibile.

L’implantologia dentale offre soluzioni di durata notevole

Quando ci si sottopone a uno o più interventi chirurgici ci si aspetta che i risultati siano definitivi. L’implantologia dentale realizza tutto ciò e, se il paziente segue tutte le indicazioni del dentista, la protesi dura decenni.

Oltre alle visite di controllo il paziente deve avere cura dell’impianto sottoponendosi regolarmente a sedute di igiene orale professionale.

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L’implantologia dentale evita il riassorbimento osseo

La struttura ossea che si trova intorno alla radice del dente ha una natura molto differente dalle altre ossa presenti nel nostro corpo. Qualora manchi il dente, questa impalcatura tende a riassorbirsi.

L’implantologia dentale evita il progredire di tale alterazione perchè le viti su cui si imperniano le protesi fungono da radici dei denti. Bisogna subito provvedere contro il riassorbimento osseo perchè può portare a serie complicazioni andando ad inficiare la corretta masticazione e articolazione della bocca.

L’implantologia dentale ridà confidenza

L’implantologia dentale non solo ridà confidenza da un punto di vista sociale facendoti mostrare il tuo miglior sorriso, ma ti permette di poter contare su denti solidi che non percepirai mai come un corpo estraneo.

Anche nei casi di edentulia totale, ossia assenza di tutti i denti, l’implantologia dentale funziona facendoti tornare ad essere sereno da ogni punto di vista.

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L’implantologia dentale ha tempi brevi

L’implantologia dentale a carico immediato ha tempistiche incredibilmente brevi rispetto ad altri interventi: in appena 24-72 ore il paziente ha dei denti nuovi da poter utilizzare nella quotidianità.

Grazie all’avanzamento nella ricerca medica il dolore percepito è minimo rispetto al passato:

  • L’implantologia transmucosa, anche detta flapless, permette al dentista di effettuare un buco direttamente sulla gengiva per poi avvitare direttamente l’impianto nell’osso. Quindi con un intervento chirurgico molto meno traumatico.
  • La sedazione cosciente rilassa il paziente senza addormentarlo: diviene così un paziente collaborativo che non soffrirà dolore durante l’operazione.
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Implantologia dentale: controindicazioni

Generalmente l’implantologia dentale e le operazioni di chirurgia che la accompagnano sono ben tollerate dalla maggior parte dei pazienti. Tuttavia vi sono dei casi in cui occorre particolare attenzione da parte del dentista, poichè si trova di fronte a quadri clinici delicati. Ricordati di rivolgiterti sempre a professionisti precisi e affidabili come il tuo dentista a Pavia:

  • soggetti cardiopatici
  • soggetti oncologici
  • soggetti che presentano patologie ossee
  • soggetti affetti patologie immunitarie
  • soggetti diabetici
  • soggetti in età di sviluppo

Leggi anche l’articolo: Implantologia dentale: materiali e metodi.

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Implantologia dentale: materiali e metodi

Per implantologia dentale si intende l’inserimento chirurgico di viti metalliche in titanio nell’osso mandibolare o mascellare di un paziente: lo scopo è quello di riprodurre la radice naturale di un dente, permettendo la riabilitazione funzionale di eventuali edentulismi totali o parziali.

La condizione per poter inserire gli impianti nell’arcata mandibolare o mascellare è che ci sia una quantità e una qualità di osso adeguata che permetta il realizzarsi di quel fenomeno chiamato osteointegrazione. Questa consiste nella produzione di nuovo osso che avvolge la vite in titanio, la cui superficie è stata opportunamente trattata, e la rende un tutt’uno con l’osso circostante.

Nei casi in cui non sia presente una quantità di osso adeguata si ricorre alle metodiche di rigenerazione ossea. Infatti è possibile utilizzare osso proveniente dal paziente stesso (autologo), da cadavere (omologo), o da animali (eterologo) oppure con tessuti ossei di sintesi (alloplastici) come l’idrossiapatite, i fosfati di calcio e l’acido polilattico. Il materiale migliore che può essere utilizzato è l’osso proveniente dal paziente stesso sia in forma particolata (piccoli pezzetti), sia in forma di blocchetti (a seconda delle dimensioni del difetto da riempire).

Si può poi utilizzare anche osso di cadavere o di animale, previa sterilizzazione, che in questo caso hanno la funzione di riempitivo: vanno a creare una struttura tridimensionale che favorisce la colonizzazione delle cellule ossee dell’ospite dando luogo alla formazione di nuovo osso.

Quando si devono inserire impianti nell’arcata superiore nella zona dei molari si ricorre ad una tecnica di rigenerazione chiamata rialzo del seno mascellare. Questa tecnica prevede l’incremento osseo mediante l’inserimento di derivati ossei in forma particolata (autologo o di sintesi) nella cavità del seno mascellare, ovvero tra il pavimento del medesimo e la membrana interna che lo riveste.

L’impianto può essere inserito subito dopo l’estrazione dentale (impianto postestrattivo) e tale metodica prevede che si abbia una buona stabilità primaria. Il carico dell’impianto, ossia il momento in cui si installano i “denti nuovi”, può essere immediato oppure differito.

L’implantologia dentale ha un ventaglio di applicazioni molto vasto spaziando da interventi dettati da una volontà prettamente estetica del paziente di voler correggere degli inestetismi, a ricostruzioni a seguito di traumi come ad esempio fratture mascellari.

Chiaramente il dentista deve avere conoscenze profonde nella parodontologia per seguire nel tempo il condizionamento dei tessuti molli intorno all’impianto installato e garantire una perfetta stabilità ai “nuovi denti“.

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Implantologia dentale: mimetismo e armonia

Il dentista valuta lo stato della salute del cavo orale del paziente e decide come procedere per eseguire l’intervento di implantologia dentale nel modo migliore possibile. Per operare al meglio il professionista si basa principalmente su parametri legati al mimetismo: ciò significa che il nuovo impianto deve essere perfettamente identico ai denti già esistenti, diventando indistinguibile.

La valutazione preliminare dell’implantologia dentale tiene conto quindi anche della forma dei denti posizionati in prossimità della protesi, del loro colore, della dimensione e di come sono integrati nei tessuti molli. Ad oggi vi è sempre una maggiore richiesta di interventi di implantologia dentale, pertanto sono state aggiornate le linee guida e i protocolli operativi a cui il dentista si deve attenere.

In tal modo si tutela il paziente che vuole raggiungere un certo risultato riabilitativo e/o estetico.

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Implantologia dentale: operazioni preliminari

Durante la prima visita gratuita il dentista effettua un’accurata analisi della storia clinica pregressa, nonchè delle attuali condizioni del cavo orale del paziente.

Per avere un quadro completo il medico si avvale di indagini strumentali come la panoramica o la tc cone beam. L’esame clinico associato agli esami strumentali ci permettono di fare una accurata diagnosi sulla qualità e quantità dell’osso, sulle condizioni parodontali, sulle condizioni generali del paziente e dell’apparato stomatognatico.

Suddetto intervento diagnostico è fondamentale perchè, per esempio qualora le gengive e il parodonto siano compromessi da processi infettivi, occorre effettuare una terapia preventiva attraverso sedute di igiene orale professionale.

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Implantologia dentale: stesura del piano clinico di trattamento

Il paziente che necessita di un intervento di implantologia dentale si presenta nello studio in condizioni variabili: può avere uno o più denti compromessi che devono essere estratti oppure può essere edentulo. La riabilitazione può quindi riguardare uno o più denti fino ad interessare una o entrambe le arcate.

Quando il dentista elabora il piano clinico di trattamento tiene conto di svariati elementi:

  • Valutazione quantità e qualità dell’osso
  • Valutazione del rapporto dento-labiale che consiste nel misurare non solo l’esposizione gengivale quando il paziente sorride, ma anche la distanza tra labbro e denti.
  • Analisi tramite radiografia dei picchi ossei interdentali.
  • Individuazione del biotipo gengivale tenendo in considerazione forma e misure delle papille interdentali e stato di cheratinizzazione del parodonto.
  • Variazioni di cromie date da protesi già presenti nel cavo orale del paziente.

Lo studio del caso passa anche attraverso il confezionamento di protesi o mascherine provvisorie che applicate al paziente possano rilevare difetti estetici, funzionali o di fonazione i quali devono essere conosciuti ed eventualmente corretti prima del posizionamento degli impianti.

La preparazione per l’intervento di implantologia dentale in alcuni casi prevede anche la realizzazione di una dima chirurgica che permette la massima precisione per il posizionamento delle viti che sosterranno le protesi. Tutto questo rappresenta il percorso da seguire nello scegliere il numero e la posizione migliore degli impianti da inserire.

Oltre alla evidenza oggettiva del quadro clinico, il dentista pone particolare cura nel dialogo col paziente per comprendere cosa vuole ottenere tramite l’implantologia dentale e per prepararlo su cosa si deve aspettare nelle varie fasi terapeutiche.

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Implantologia dentale: l’intervento

Quando si arriva al giorno dell’intervento di implantologia dentale si è ormai deciso praticamente tutto: tipo di protesi, dimensione e posizione delle viti, se è necessario un intervento di rigenerazione ossea, quando e come caricare gli impianti. Infatti meno sono gli imprevisti più è predicibile il risultato.

L’intervento di chirurgia di posizionamento della vite nell’osso si articola in più fasi: dopo aver effettuato l’anestesia viene effettuata l’incisione della mucosa che permette di accedere all’osso, vengono poi utilizzate una serie di frese calibrate a diametro crescente fino al raggiungimento del diametro desiderato ed infine avviene l’inserimento della vite che, una volta posizionata, deve avere una buona stabilità.

Implantologia dentale: decorso post-operatorio

Il decorso post-operatorio dell’implantologia dentale può presentare le medesime conseguenze di qualsiasi intervento chirurgico rappresentate da tumefazione, sanguinamento e lieve dolenzia. Tuttavia, tendenzialmente, sono interventi che non hanno decorsi importanti.

L’integrazione degli impianti avviene in circa 5 mesi per il mascellare superiore e in circa tre mesi per la mandibola. Durante questo periodo, il paziente viene tenuto sotto controllo con visite e controlli radiografici con cadenza mensile in modo da valutare la corretta osteointegrazione.

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Implantologia dentale: conclusioni

Ogni singolo ingranaggio del sistema terapeutico è più che mai importante nell’implantologia dentale ed occorre la massima professionalità come quella del tuo dentista a Pavia:

  • La pianificazione precedente l’operazione permette di intercettare tutte quelle complicazioni cliniche che potrebbero insorgere.
  • L’operatività deve rispettare i tempi di guarigione dei tessuti parodontali: affrettare o posticipare gli interventi può provocare danni seri alla salute del paziente.
  • Il percorso finale serve a monitorare le condizioni del cavo orale del paziente e di correggere il tiro qualora necessario.

Leggi anche l’articolo: Faccette dentali provvisorie e faccette dentali definitive.